Pasqua 2022. Parola d’ordine: rinascita

Scritto da

Anche per questa Pasqua, purtroppo, la pandemia non ci darà tregua. Proprio come lo scorso anno, infatti, chi avrà voglia di organizzare gite fuori porta dovrà fare i conti con le restrizioni indette per evitare assembramenti e ulteriori contagi.

Ad ogni modo, dal momento che la Pasqua è la festa di una vita nuova - una vera e propria rinascita - abbiamo pensato di indicarvi tre posti nel Lazio che, secondo noi, meglio rispondono a questa esigenza di rinascita e, al contempo, di sicurezza: le cascate dell’Isola del Liri, di Monte Gelato e di Nepi. Quale miglior elemento se non l’acqua, infatti, rappresenta questa enorme voglia di rinascita che sentiamo crescere in noi in un momento tanto delicato?

1)    Isola del Liri: a poco più di 100 chilometri da Roma, in provincia di Frosinone, sorge Isola del Liri, un piccolo comune laziale che conta circa 12000 abitanti. Il nome di questo paesino non è casuale: il centro storico cittadino infatti si sviluppa interamente sul fiume Liri, assumendo l’aspetto di una vera e propria isola di terra. La peculiarità di questo posto? La presenza di due cascate - le uniche in Italia - che cadono proprio all’interno del centro storico. Il fiume Liri, infatti, all'altezza del castello Boncompagni-Viscogliosi, si divide in due bracci che formano ciascuno un salto di circa 30 metri: il primo, quello più famoso e più fotografato, prende il nome di “Cascata Grande” e, con un balzo di 27 metri, si butta impetuosamente nelle acque sottostanti; l'altro, sicuramente meno verticale e spettacolare del primo, è chiamato “Cascata del Valcatoio”. 

Le cascate si possono osservare da diversi angoli del paese, anche se consigliamo di raggiungere il ponte sul corso principale, che rappresenta un punto privilegiato per poterle osservare e fotografare in tutta la loro maestosità. Un piccolo suggerimento: ricordate di indossare scarpe comode e non dimenticate a casa la macchina fotografica!

2)    Monte Gelato: le cascate di Monte Gelato, situate tra Calcata e Mazzano Romano nel cuore del Parco Regionale Valle del Treja, sono sicuramente le più conosciute e frequentate nel Lazio. La peculiarità di questo meraviglioso sito naturalistico risiede nella conservazione di numerose tracce dei suoi molteplici insediamenti umani: dai resti di una villa romana del I secolo a.C., all’insediamento agricolo del secolo VIII d.C., al mulino ad acqua realizzato nell’800 e rimasto attivo sino agli anni ’60 del secolo scorso. Non è un caso che si tratti di un luogo particolarmente amato da sceneggiatori di cinema e pubblicità. 

Anche stavolta consigliamo di indossare scarpe comode, soprattutto per poter effettuare un breve e facile percorso che conduce nella natura rigogliosa della riserva. Una volta raggiunto il luogo dove l’acqua si raccoglie, lo scenario che si presenta è surreale: tante piccole cascatelle formano un laghetto dalle acque quasi calme, conferendo alla natura circostante un aspetto magico e sacro, persino onirico. 

3)    Nepi: il nome di questo comune italiano di poco meno di 9000 abitanti in provincia di Viterbo deriverebbe dalla parola etrusca “nepa”, ovvero acqua. Dunque Nepi è la "città delle acque", e i segni di questo legame ancestrale non si possono trovare solo nell’etimologia del suo nome, ma anche nella meraviglia dei suoi paesaggi.

Nepi, infatti, sorge su uno sperone di tufo nel punto in cui due profonde forre confluiscono nel Fosso del Ponte o Fosso del Castello che, a breve distanza, confluisce nel fiume Treja. Lo spettacolo che ne consegue è indescrivibile: una maestosa lingua d’acqua, la Cascata dei Cavaterra, si getta nel vuoto all’altezza della porta sud del paese, dove un tempo sorgeva anche un ponte levatoio.

Purtroppo, non è possibile visitarla da vicino, poiché non esiste un sentiero per raggiungerla, ma in alcuni punti strategici è possibile ammirarla e fotografarla. La Cascata dei Cavaterra si trova a pochi passi dalla Rocca dei Borgia che, insieme ad altri edifici antichi situati nei paraggi, crea uno degli scenari più belli di questa parte della Tuscia.

Quindi, se ancora non sapete cosa fare durante le vacanze pasquali perchè la paura della pandemia vi blocca, questo è sicuramente l’itinerario che fa al caso vostro: sicuro in termini di restrizioni pandemiche e adatto a qualsiasi tasca. Le uniche cose di cui avrete bisogno? Una spiccata passione per la natura selvaggia e un profondo spirito d’avventura. Buon divertimento!