Arte e mito: la chioma di Berenice

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Quante volte ci ritroviamo stesi su un prato a guardare le stelle?

Le guardiamo, pensiamo che siano bellissime, che illuminano la notte insieme alla luna ma non ci siamo mai soffermati sul fatto che dietro ogni stella, che forma con altre una costellazione, ci sia un mito o una leggenda.

Oggi vi voglio parlare di una costellazione che dietro di sé nasconde una grandissima (e romanticissima) storia d’amore, risalente al III secolo A.C. Questa costellazione si inizia a vedere proprio nel mese di aprile.

Si narra che Berenice Evergete, regina di Cirene, fosse ammirata e invidiata da tutti per i suoi splendidi capelli lunghi e lucidissimi. Si sposò con Tolomeo ma, appena dopo le nozze, lui fu costretto a partire per una campagna militare in Siria. Berenice, allora, fece un voto ad Afrodite: se avesse fatto tornare incolume e vittorioso il suo novello marito, lei le avrebbe offerto la sua meravigliosa chioma. Tolomeo tornò vittorioso e incolume così lei, per mantenere la promessa fatta alla dea, andò al suo tempio, racchiuse i capelli in una treccia e li tagliò.

Il giorno dopo, fra un gran vociare, Berenice sentì che del suo sacrificio non vi era più traccia. Venne accusato il sacerdote del tempio di Serapide che, essendosi sentito oltraggiato dalla regina in quanto faceva sacrifici agli dèi greci e non a quelli locali, aveva fatto sparire la treccia. Berenice raccontò tutto al marito e Tolomeo, mosso dalla rabbia, fece chiudere tutte le porte della città e la fece setacciare da cima a fondo, alla ricerca della treccia di Berenice. Fu tutto inutile, finché non intervenne un matematico e astronomo di corte: Conone di Sarno, noto per la sua amicizia con Archimede. Grazie al prestigio di cui godeva, tutti lo ascoltarono e lui, semplicemente, alzò la mano verso il cielo a indicare tre stelle e disse che gli dèi avevano così tanto gradito l’offerta, che avevano innalzato la treccia nel firmamento.

Da quel giorno, ogni volta che vediamo quelle tre stelle che formano una piccola V, vicino alla coda del Grande Carro, possiamo ammirare la Chioma di Berenice. Cosa abbia spinto Conone a inventarsi questa storia non ci è chiaro. Forse fu un tentativo di consolare la sua regina, o di salvare la vita al sacerdote del tempio accusato di averla rubata. Fatto sta che ci ha regalato una bellissima storia d’amore, ricordata ancora oggi dagli astronomi. Questa storia è, tra l’altro, molto singolare perché è la prima volta che si dedica una costellazione a una donna realmente vissuta, di cui abbiamo testimonianze storiche. 

Ora, dopo aver letto la storia di Berenice, dei suoi bellissimi capelli e di quanto amasse il marito, non ci resta che aspettare che diventi sera, allontanarci dalle luci della città per poter ammirare la piccola costellazione a lei dedicata.