La libreria secondo me

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Il fondale maestoso di una scenografia.

Un arredo silenzioso. 

Un insieme di mensole, che, l’una sopra l’altra, custodiscono i nostri libri: manuali di scuola, libri di narrativa, atlanti illustrati. 

Regali di compleanno – quei tanto amati pacchetti di cui la mano, nell’atto di scartarli, già prende consapevolezza di ciò che la carta colorata cela – o acquisti personali, effettuati in una giornata di sole o di pioggia in un mercatino dell’usato, contrattando sul prezzo.

I libri abitano e invadono la casa dei lettori; diversi sono i metodi usati per disporli nelle proprie abitazioni. 

Da una semplice indagine sui social risultano tali dati riguardo alla disposizione dei libri: 

1)    Per tematiche affrontate (1)

2)    Per genere letterario (3)

3)    Per casa editrice (6)

4)    In ordine alfabetico di autore (13)

5)   Per colore (3)

6)    Secondo determinati criteri estetici (2)

7)    Per dimensione dei libri (1)

8)    Per lingua, categoria, cognome autore, anno (0)

9)    Con nessun ordine (0)

Abbiamo chiesto a scrittori e scrittrici, editor e librai, quale sia il loro rapporto con la libreria e quale metodo prediligono nel disporre i libri all’interno di essa.

La scrittrice Donatella Di Pietrantonio

Lo spazio per i libri non basta mai, e dare via i libri è un'operazione troppo difficile per me. Per cui una stanza grande di casa mia è completamente rivestita da una libreria, cresciuta negli anni, di parete in parete, dal pavimento al soffitto. Della disposizione si occupa il mio compagno, io sono troppo disordinata per farlo. Salgo con una scala a prendere quelli più in alto.

Lo scrittore Antonio Mistretta 

Mi piacerebbe riuscire a sistemare tutti i libri in mio possesso dentro un'unica libreria, ma il fatto che la mia esistenza sia articolata su due differenti città, Roma e Catania, fa sì che questo resti un proposito impossibile da realizzare. A questa situazione oggettiva si aggiunge anche la mania compulsiva e abbastanza onnivora di acquisto di libri, che prima di raggiungere la loro destinazione finale sostano per un po' sul comodino, accumulandosi in pile che tendono a crescere continuamente. 

In ogni casa le librerie in realtà sono più di una. Per me, è proprio inconcepibile abitare senza essere circondati dai volumi. 

In generale, per me le librerie devono essere dei semplici "contenitori" di volumi e possibilmente di colore bianco, chissà perché. 

In che modo sistemo i miei libri all'interno di una libreria? Confesso subito che una certa deformazione professionale legata agli studi universitari scientifici mi spinge a organizzarla in zone che possono essere definite aree tematiche: innanzitutto narrativa, suddivisa in italiana e straniera, e all'interno di questa macro divisione tendo - per quanto possibile - a un ulteriore raggruppamento per aree: letteratura latino americana, francese, inglese, statunitense, tedesca, nord europea. I tanti libri di argomento storico, mia grande passione, hanno diritto a una sezione dedicata, organizzata anch'essa per aree geografiche ma anche per epoche. Un'apposita libreria contiene i testi di argomenti musicali, di psicoanalisi e psicologia. 

A volte ho avuto la tentazione di seguire altri schemi, ad esempio raggruppare i libri per casa editrice o per colore, anche se la paura di non poter trovare facilmente un volume mi ha fatto finora desistere dal farlo. Ma nella vita, come nelle librerie, mai dire mai.

La scrittrice Nadia Terranova

Per quel che riguarda la narrativa italiana e straniera, sia contemporanea che classica, la ordino in ordine alfabetico. Gli altri scaffali, invece, sono tematici. Ho molti libri per ragazzi, di fotografie, di femminismo, di società, di storia e filosofia.

L’editor Einaudi Marco Peano

Su Illibraio.it Marco Peano ha ricordato la sua cameretta degli anni Novanta, colma di romanzi del Re, Stephen King, l’unico autore che Marco, da adolescente, legge. “I romanzi del Re, in ordine rigorosamente cronologico, stanno tutti su un ripiano ben preciso”. A un certo punto, accanto a King, arrivano con prepotenza “I testi consigliati dai miei coetanei, o quelli scoperti grazie a qualche insegnante illuminato”.

“Non c’è ancora un ordine” ma, “quando lo spazio si esaurisce”, Marco decide di sfruttare lo spazio aereo della camera, costruendo dei veri e propri ponti di legno.

E oggi? Così dice Marco: Ho imparato a usare il pavimento. La pila di quelli che sto leggendo (o che vorrei leggere) cresce vicino al letto, la pila di quelli che mi servono per lavorare si sviluppa in altezza accanto alla scrivania. Insomma, la casa di un editor è piena di libri: in soggiorno, sulla credenza, in bagno, in cucina. 

La filosofa e scrittrice Michela Marzano

Per me la libreria, più che un mobile è sinonimo di casa. Casa mia ha librerie ovunque, anche in bagno. Ho decine di migliaia di libri. E l’ordine dipende dal genere: i libri classici di filosofia vanno in ordine cronologico; i saggi in ordine tematico; la letteratura in ordine alfabetico, ma separando la letteratura italiana dalla straniera.

Le libraie Rosanna e Stefania e il libraio Alessandro della Libreria Gulliver a Torino. 

Tra noi ci sono varie scuole: Rosanna in casa li ordina con un occhio al lato estetico; Stefania invece non segue un ordine preciso ma li mette tutti insieme, tenendo in camera i libri a cui tiene di più; Alessandro fa attenzione a ordinarli per case editrici, ma mette vicino autori di case editrici diverse quando questi hanno delle affinità.

L’editor della casa editrice Alessandro Polidoro Antonio Esposito

La libreria è ormai lo spazio di casa dove metto a riposo i libri già letti. Negli ultimi anni ho accumulato troppi volumi e non riesco più a mantenere un ordine sugli scaffali. In questo momento della mia vita ho testi dappertutto: sulla scrivania, a terra, sui mobili, praticamente in ogni stanza della casa. Dove trovo uno spazio, cedo posto a una pila di volumi. Ma la libreria ha una sua funzione precisa: fuori tengo i libri che mi riprometto di leggere, che ho bisogno di consultare, di cui mi voglio liberare o che comunque voglio sempre avere a portata di mano; sullo scaffale, invece, ripongo solo ciò che ho già letto e mi ha convinto. Come se mettessi in cassaforte le buone storie.

La filosofa e scrittrice Ilaria Gaspari

A Parigi ho vissuto talmente a lungo una vita randagia, lontana dai miei libri, traslocando da un appartamento grande quanto una scatola a un altro, che ho sviluppato un rapporto molto elastico con la mia libreria. Da quando vivo nella mia attuale casa che spero lo resterà a lungo, ho potuto recuperare la mia biblioteca che per anni era rimasta inscatolata nei cartoni della birra Moretti che mi avevano regalato al circolo Arci di Pisa ai tempi del mio trasloco dopo l'università. La mia attuale casa era a sua volta piena di libri già prima del mio arrivo, ma ora è proprio straripante! A quei libri se ne sono aggiunti molti altri, accumulati nel corso degli anni. Li ho divisi per argomento: qui la filosofia, là il teatro, lì le autobiografie... 

Ma nel giro di poco tempo, fra la mia frenesia e la mania di procrastinare, a furia di prendere libri che mi servivano per scrivere o per studiare, c'è stato come un maremoto, e ora la mia libreria è mezza piena e mezza vuota, i libri sono impilati a terra come dopo una mareggiata. Da settimane rimando il momento di rimetterli a posto perché tanto so che strariperanno di nuovo.

Ringrazio tutti e tutte per aver gentilmente risposto a questa mia curiosità sulla disposizione dei libri nelle proprie librerie.