Lisa Morpurgo: incontro con Melissa Panarello e le Mosche d'oro

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 Martedì 16 novembre si è tenuta, al Monk di Roma, la presentazione del libro di Melissa Panarello su Lisa Morpurgo, secondo volume della novella collana della Giulio Perrone Editore, Mosche d’oro. È una collana dedicata alle donne e edita da tre donne: Nadia Terranova, Viola Lo Moro e Giulia Caminito. Già il titolo è fortemente simbolico e raccoglie in sé l’intenzione, lo scopo comunicativo della collana: Mosche d’oro è, infatti, il titolo di un romanzo di Anna Banti (a sua volta scrittrice di biografie di altre donne) e, proprio come delle mosche, le donne raccontate in queste biografie hanno saputo essere moleste e sovversive, arrivando a ribaltare ordini e regole. La collana, tuttavia, non racconta la sola storia della donna raccontata, ma anche della donna che racconta. Si tratta di biografie affettive, che narrano anche la storia delle autrici e di come siano arrivate a contatto con la donna di cui scrivono, perché e come sono cambiate tra l’inizio e la fine di quello che può essere definito un vero e proprio percorso conoscitivo e di introspezione. Melissa Panarello, conosciuta anche con lo pseudonimo di Melissa P., è una scrittrice italiana, autrice di diversi titoli importanti, tra cui il best-seller erotico-autobiografico 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire, edito da Fazi Editore. Il libro, pubblicato nel 2003 – alla tenera età di diciassette anni – è arrivato, alla fine dello stesso anno, ad essere distribuito in ben 42 nazioni. Un successo editoriale che porta Melissa P. a diventare una figura di spicco nella storia dell’editoria italiana. La biografia su Lisa Morpurgo, invece, altro non è che il frutto di anni di maturazione della sua passione per l’astrologia; passione che ha, come punto d’inizio, il 2014, anno in cui pubblica il suo primo libro sul tema dell’astrologia: 2015 – Un anno d’amore, oroscopo sentimentale per ragazze sveglie. Potrebbe essere questo, dunque, il punto di partenza per capire meglio il motivo per cui Melissa P. abbia deciso di parlare proprio di Lisa Morpurgo. Nata col nome di Elisa Dordoni, Lisa Morpurgo è stata un’importantissima scrittrice e astrologa italiana. La Morpurgo si laureò in Lettere all’Università Statale di Milano e si avvicinò all’astrologia quasi per caso, giacché lavorava come traduttrice per la casa editrice Longanesi. Fu proprio traducendo uno di questi testi, in particolare il testo francese di François-Régis Bastide dal titolo italiano Lo Zodiaco – Segreti e sortilegi, che la donna cominciò ad interessarsi a questo mondo complesso e intrigante, iniziando a condurre ricerche su quali nessi ci fossero tra astrologia e realtà. La passione crebbe e si fece così forte che Lisa Morpurgo arrivò persino a modificare e ribaltare radicalmente molte delle teorie astrologiche ereditate dal passato e mai messe in discussione prima di allora. È del 1971 il suo primo trattato sull’astrologia dal titolo Introduzione all’astrologia e decifrazione dello zodiaco. Un trattato che già portava con sé un’importante ventata critica della tradizione astrologica e, di conseguenza, quello che pure portava con sé questo trattato era un consistente bagaglio di nuove chiavi di lettura. Per la sua stesura si è servita anche delle vite di personalità eccellenti, che hanno fatto quasi da cavie, tra cui: Gabriel García Marquez, Eugenio Montale, Dino Buzzati, Guido Piovene e Mario Vargas Llosa. Furono proprio questi illustri personaggi ad esortare la Morpurgo a pubblicare le sue osservazioni astrologiche. La Morpurgo lascia in eredità al mondo dell’astrologia diverse nozioni, teorie nuove e allettanti. Tra queste c’è l’idea principale che l’astrologia nasca come racconto dei movimenti di stelle e pianeti e che sia alla base della nascita della mitologia. È proprio dal movimento di pianeti e stelle, infatti, che nascono divinità mitologiche come Afrodite, Ares, e così via. Ed è proprio grazie a questi assunti di base che Melissa P., già appassionata di astrologia, si avvicina inesorabilmente a Lisa Morpurgo, quasi come se lei fosse il magnete e la Morpurgo la calamita che l’ha attirata a sé. Al 14 novembre, l’evento era già soldout. Ci siamo accomodati ad un tavolo poco distante dai microfoni e abbiamo ordinato da bere per ingannare l’attesa, mentre il tendone del Monk s’andava riempiendo di gente. Melissa Panarello ha aspettato che arrivassero le 19:00 firmando copie a suoi lettori appassionati. Nel mentre, è giunto anche Nicola Lagioia, presente in qualità di moderatore in dialogo con Melissa Panarello. La presentazione inizia con il consueto quarto d’ora di ritardo. Dopo aver brevemente introdotto il progetto della collana Mosche d’oro, Lagioia passa subito la palla a Panarello, chiedendole di raccontare come sia nato l’interesse per Morpurgo e come questo interesse si sia sviluppato in un libro. Melissa P. spiega che l’approfondimento dei suoi interessi astrologici nasce durante il periodo del lockdown, come tentativo di sfuggire alla paura che riempiva i giorni di clausura. Certi brutti presagi e l’aver iniziato da poco un percorso psicoterapico – dice – sono stati una sorta di spinta del destino verso l’astrologia, una disciplina in grado di arricchire e svelare il risvolto irrazionale di materie come la psicologia. Panarello ci tiene a distinguere l’astrologia, in quanto scienza, da pratiche scientificamente infondate come i tarocchi o la lettura della mano. Tutto quello che Melissa Panarello ci racconta – spiegherà poi – si troverà nel libro che insieme a Lagioia sta presentando. Infatti, non si tratta di una biografa standard, ma di una biografia affettiva in cui la vita di Morpurgo entra in contatto con quella della sua biografa. L’interesse per l’astrologia, approfondendosi durante la pandemia, porta fisiologicamente all’incontro con Morpurgo. A quel punto, il desiderio di conoscenza per l’astrologia si specializza e si riversa tutto sulla figura della scrittrice. Così, Melissa Panarello si rende conto che molti dei testi fra i più belli di Morpurgo non sono stati ancora pubblicati, come una specie di pamphlet avanguardistico sul femminismo – su questo punto Panarello si sofferma per po’, indicandone l’indipendenza di pensiero e la precocità delle ampie vedute, accostabili a quelle di una delle voci femminili più risolute e inascoltate del Novecento: quella di Goliarda Sapienza. Tutto ciò – spiega ancora l’intervistata – è accaduto mentre un altro progetto stava prendendo vita. La PAL (Piccola Agenzia Letteraria), creata per la volontà di proteggere la se stessa ragazzina, è un’agenzia letteraria per esordienti valenti, alle prime armi, privi degli strumenti utili a navigare nel marasma delle case editrici e delle svariate proposte lavorative. Anche questo progetto di attività letteraria nasce dalla stasi imposta dalla pandemia. Collaborano con PAL Massimiliano Governi e il collettivo editoriale Clementine, formato da Giulia Caminito, Ilaria Gaspari, Gaia Rispoli e Anna Voltaggio. La presentazione si chiude con l’applauso di un pubblico entusiasta, ma forse un po' intimidito dalla domanda “ci sono domande?”.