Le stelle della profezia dell'amore impossibile

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Tra le forme incostanti di questo mondo, vi è un posto che, mutevole per natura, resta costante nello spirito di chi lo visita.

L'arco notturno tempestato dalle sfere notturne, le stelle, offre riparo e meraviglia, alle anime di chi presta attenzione.

Ogni stella che brilla, a seconda dell'occhio di chi guarda, è un'emozione calda, lucente, oscura o fredda. Distante, ma mai troppo. Vicina, ma mai a sufficienza.

Un altare dove nessuna preghiera viene accolta o rifiutata, ma dove ogni parola può essere liberamente espressa.

Sotto questo cielo notturno che chiedeva al mondo, senza chiedere, di essere esplorato, accolto e da cui essere accolti, due spiriti s'incontrarono.

Nella notte che, per alcuni, nasconde alla vista, loro vedevano più in profondità di molti altri.

-Questa notte, dunque, non sono il solo a guardare le stelle notturne-

-Siamo sempre soli, non trovi? Incapaci di connetterci totalmente all'anima dell'altro - rispose

-Forse hai ragione... Eppure, in alcuni inafferrabili momenti, riesco a sentire lo spirito che arde in ciò che non sono io. Ma è un attimo sospinto da un vento lontano, già memoria di un passato, non ancora vissuto-

Entrambi si sdraiarono, sul morbido prato, ad osservare le stelle.

-Come ti chiami, compagno? -

-In questa notte, sperduta nel tempo, ho dimenticato il mio nome, disperso nello sguardo stellare. Chiamami Mizu, come l'acqua -

-Anche io mi trovo senza nome, senza un'identità fissa che mi definisca a priori. Dunque, se vorrai, potrai chiamarmi Kaze, come il vento-

Nella tranquillità della notte che avvolgeva i cuori dei sognatori, una stella brillò in lontananza.

-Mizu, compagno, hai visto brillare quella stella? -

-Non l'ho vista, a dire il vero -

-Strano... Per un attimo mi è parso fosse la più splendente dell'intero cielo -

-Sai, vi sono alcune storie, dimenticate e lontane, che dicono che le stelle splendano fulgidamente come riflesso delle nostre storie, dei nostri pensieri... delle nostre emozioni -

-Dici, Mizu? Forse è così... Sto cercando di riprendere quel ricordo momentaneo, apparso e ripiombato immediatamente nell'oblio delle memorie lontane. Come fosse di un'altra vita -

Scese per qualche secondo il silenzio.

-Ecco! Mi è riapparso! Un sogno dimenticato, distante... eppure parte di me. Pensavo ad un'opera, un film, che vidi anni fa, credo. La stella! Si è illuminata nuovamente... Una luce calda mi pervade-

-Io non riesco a vederla, Kaze, amico mio -

-Eccola! - disse Kaze, indicando un posto in un angolo a sinistra, del cielo blu profondo. Ma Mizu non poteva vederla.

-Che film era? -

- É lontano in me, il ricordo, ma... Credo si chiamasse "L'infinita letizia della candida mente" -

-Eternal Sunshine of the spotless mind? -

-Sì, esatto! - rispose Mizu felice.

Mizu guardò il cielo, mentre pensava a quel film, anche per lui lontano, come se appartenesse ad un ricordo di una vita fa. Ricordi intervallati da altri, dimensioni che si scontravano e si trovavano, in quell'unico punto del mondo, dove il cielo e le stelle avevano il loro dominio.

-Vedo anche io, adesso, una stella! Ma non è la tua, è in un altro mondo, un altro piano. E mi sussurra voci più tristi che accoglienti -

-Davvero? Senti tristezza nella stella che illumina il tuo sguardo? La mia freme di speranza, ma non dimentica la tragedia umana e il destino-

-Si, Mizu, la mia è una stella triste. Consapevole che, la speranza di cui parli, è solo un concetto umano, dato da un Dio indifferente, per legare ancora più saldamente l'uomo alla disperazione -

-Sei cinico, amico mio-

-Realista, oserei dire. Pensaci, tutto quello che accade nel film, non è altro che una riproposizione dell'Eterno Ritorno... Ogni cosa si ripresenta come tale, in un continuo ciclo infinito, da cui l'uomo non può fuggire. I due protagonisti si innamorano, si trovano, tra le infinite diramazioni che questo mondo offre. Un miracolo, potresti dire! Poi, l'amore svanisce, subentra la monotonia, le incomprensioni, l'impossibilità di potersi afferrare umanamente -

-Mizu, la tua è una visione vera, ma parziale. Il perdersi è parte stessa del percorso verso l'amore. Pensaci! Nonostante la memoria svanisca, cancellata nonostante lo sforzo di Joel per aggrapparsi agli ultimi scampoli di ciò che era stato, il sentimento resta. Nascosto in profondità, reclama e continua a bramare ciò che desidera. Si ritrovano, scoprono un passato eradicato... E nonostante ciò… nonostante la consapevolezza dell'Eterno ritorno della monotonia e dell'amore che scomparirà, si scelgono nuovamente -

-Ti rende felice, questa tua verità, Kaze? Puoi affermare coscientemente di essere felice di questo ciclo, ininterrotto, che imprigiona l'uomo? Ho difficoltà nel vedere oltre all’indicibile tristezza dell'essere umano non libero, legato inconsapevolmente ad una roccia che rotola giù, da un monte immenso, che nasconde la sua vetta tra nubi grigie e insondabili -

-Felice? No... La felicità è per coloro i quali sono senza memoria, come del resto afferma il film. Resto speranzoso che, un domani, forse non troppo distante, le anime non si separeranno e gli amori continueranno a fiorire, in un giardino senza età. Magari Joel e Clementine, dopo essersi ritrovati, avranno la forza di scegliersi ogni giorno, senza far appassire la passione che alberga nei loro cuori. Ora sanno che, il loro amore, anche se immenso e meraviglioso, può sfiorire. La consapevolezza della fallibilità dell’essere umano, forse, darà nuovo ardore alle loro fiamme vitali –

-O finiranno bruciati, ombre di un amore illusorio, divampato una notte e cenere nel mattino, già dimentico del passato, nuovamente, eternamente -

-Non è dunque amore, la passione che consuma la notte e da essa è abbracciata con affetto? Uno squarcio sul possibile, sul potenziale, su ciò che potrebbe avvenire? -

-Sei un profeta, dunque? Dell'amore impossibile, in questa terra, in questa vita -

Kaze rise, di una risata profonda, ma allo stesso tempo bambinesca, ingenua e sognante.

-Forse sì, sono il profeta del non avvenuto e che mai avverrà. Ma resto a guardare l’orizzonte, nella speranza che, un giorno, possa avvenire –

-Quell’amore resta impossibile, amico mio. Su questa terra, tutto ciò che ci viene concesso, sono frammenti sparsi della nostra anima, senza conoscerne la forma, senza poterla ricostituire. Ma apprezzo la tua visione, anche se lontana dalla mia. Forse, un po' di speranza sorge anche in me -

Entrambi restarono in silenzio, guardando ognuno la propria stella, ma sentendo l'altro più vicino, dopo quella prima notte.