Madri Gotiche, Patrizia Busacca

Lapaginabianca.docx

Gentilissimi visitatori de Lapaginabianca.docx,

Negli scorsi giorni, fra i commenti di uno degli articoli pubblicati, ne è stato aggiunto uno anonimo di natura offensiva, denigratoria e piuttosto inappropriata nei confronti di uno dei nostri co-fondatori. La sezione commenti è stata, a malincuore, temporaneamente disabilitata. Vogliamo ricordare a chiunque entri sul suddetto sito che commentare in tale maniera è considerato reato, precisamente quello previsto dall’articolo 595, comma 3, del Codice penale che punisce (con la reclusione da sei mesi a tre anni o con la multa minima di 516 euro) chi offenda l’altrui reputazione. A tal proposito sentiamo la necessità di comunicarvi che se dovessero ripresentarsi atti come quello precedentemente descritto verranno presi provvedimenti denunciando alle autorità competenti.

Lapaginabianca.docx è nata con lo scopo di occuparsi del prossimo, portando un messaggio che valga da essere umano a essere umano e non v'è spazio per chi in questa pagina vuol portare avanti campagne d'odio.

A cura di Alessandro Bencivenni

“Sono nata guerriera, ma non sapevo a quale esercito appartenessi. Poi, il 3 settembre del 2007, me lo ha svelato il mio corpo. Mi sono risvegliata dalla mastectomia e ho preso atto di quello che cercavo di comprendere da una vita: sono un’amazzone”.

 

                                             

Questo è l’incipit di Madri gotiche, il memoir di mia moglie Patrizia Busacca. Il titolo è ispirato ai gelidi protagonisti del quadro di Grant Wood, American Gothic, che avevamo visto dal vivo all’Art Institute di Chicago. Ma non andavamo negli Stati Uniti per turismo, bensì per effettuare dei test, poiché Patrizia era ammalata da dieci anni di cancro. Le terapie consentirono ancora per un po’ di tenere la situazione sotto controllo. Poi purtroppo due anni fa Patrizia è venuta a mancare ed ho curato l’edizione postuma del suo libro per una piccola casa editrice veneta, Linea Edizioni.

La storia della malattia ne fa parte integrante, tuttavia l’intento di mia moglie andava oltre la testimonianza della propria lotta contro il cancro. Il libro è nato piuttosto dalla scoperta, avvenuta in età adulta, dell’esistenza di una zia malata nel corpo e nella mente, della quale la famiglia aveva rimosso ogni traccia. Patrizia si è presa cura di quella donna dimenticata ed ha stigmatizzato nella sua vicenda il perpetuarsi, di madre in figlia, di un modello femminile tenebroso e subalterno.  Temi dolorosi trattati in maniera positiva e vitale: un libro scritto in una prosa guerriera, coraggiosa e diretta quanto era lei stessa.

Sono convinto che il valore di “Madri gotiche” vada al di là del significato affettivo che riveste per me e me ne ha dato conferma la soddisfazione di vederlo proposto da Giorgio Amitrano alla LXXV edizione del premio Strega, con questa motivazione:

 

«La testimonianza lucida e vibrante di una donna in lotta contro la malattia, ma soprattutto contro l’ingiustizia e il silenzio. Attraverso il racconto di una congiura di famiglia ai danni di una vittima ignara, l’autrice illumina il tema eterno dei conflitti familiari di una luce nitida e nuova. Due vite apparentemente lontane, quella della narratrice e di una zia rinchiusa da ragazza in manicomio, si scoprono intimamente connesse, unite da quella inerzia invisibile che gela i rapporti umani e si trasmette attraverso le generazioni.  Madri gotiche è un libro che scuote, indigna, commuove, e infine diverte, grazie a una sottile ironia che sfuma la tragedia e la alleggerisce. Scritto dall’autrice come una lettera indirizzata soprattutto a sé stessa, si consegna al lettore come un romanzo compiuto, capace di toccare, attraverso la cronaca di una esperienza privata e unica, la vita di tutti».

 

La scomparsa di mia moglie mi ha insegnato che il passato è meno definitivo di quanto si creda. Non avendo avuto la soddisfazione di vedere pubblicato questo suo libro in vita, le tante giornate che spese a scriverlo apparivano offuscate da un velo di incompiutezza. Ora invece, ecco che grazie ai suoi lettori quelle stesse giornate acquistano a posteriori il significato luminoso di un lascito.

Alessandro Bencivenni

I testi, le immagini e la grafica contenuti nel sito web www.lapaginabiancadocx.com sono soggetti a copyright e altre forme di tutela della proprietà intellettuale.

Tutti i diritti sono riservati.