Giri di parole

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Gentilissimi visitatori de Lapaginabianca.docx,

Negli scorsi giorni, fra i commenti di uno degli articoli pubblicati, ne è stato aggiunto uno anonimo di natura offensiva, denigratoria e piuttosto inappropriata nei confronti di uno dei nostri co-fondatori. La sezione commenti è stata, a malincuore, temporaneamente disabilitata. Vogliamo ricordare a chiunque entri sul suddetto sito che commentare in tale maniera è considerato reato, precisamente quello previsto dall’articolo 595, comma 3, del Codice penale che punisce (con la reclusione da sei mesi a tre anni o con la multa minima di 516 euro) chi offenda l’altrui reputazione. A tal proposito sentiamo la necessità di comunicarvi che se dovessero ripresentarsi atti come quello precedentemente descritto verranno presi provvedimenti denunciando alle autorità competenti.

Lapaginabianca.docx è nata con lo scopo di occuparsi del prossimo, portando un messaggio che valga da essere umano a essere umano e non v'è spazio per chi in questa pagina vuol portare avanti campagne d'odio.

Articolo.

La sua, è fra le etimologie più significative: “articulus”, diminutivo di “artus” giuntura, arto, membro del corpo. Che sia questo il vero significato, ancora forse da esplorare? Che l’articolo sia una giuntura? Che il nostri scrivere possa essere un collegamento? Cosi mentre orde di giornalisti attendono alla porta lo scoop, mentre branchi di redattori sentono l’odore della preda e marmaglie di editori giocano con le storie, Lapaginabianca.docx inscena la morte del giornalismo contemporaneo riportando l’attenzione sull’umano. Un umano spento, disilluso, amareggiato. Un umano che non legge più, perché non vuole che si approfittino più di lui, della sua curiositas. Non vuole più essere oggetto di mercato, è troppo difficile da capire? Ecco perché dalla morte del giornalismo nasce questo format che non si propone come banale “blog” ma cerca di raccontare qualcosa che preme prima di tutto all’autore raccontare e in secondo piano che sia di vero interesse per il lettore. Non più scelte redazionali ma obiettivi comuni che riportano l’attenzione primaria su quell’umano disincantato, sperando di riportare in lui la voglia prima di tutto di credere che in Italia, può esistere un giornalismo diverso